22 dicembre 2011

Acconciatura Jelly Roll - La Fontange Moderna



Cos'è un Jelly Roll?
Nell'ambito del cucito, e più specificatamente del Patchwork, dicasi Jelly Roll un rollo di strisce di tessuto, quest'ultime tagliate appositamente in misure precise, e in colori e fantasie equilibrate tra loro per essere facilmente utilizzate nell'arte del Patchwork.
Il tutto amorevolmente arrotolato!



Infatti, servono per agevolare il lavoro di preparazione quando il progetto di un manufatto prevede numerosissime strisce, più o meno lunghe, più o meno uguali tra loro e dove è necessaria anche una certa quantità di tessuti in colori e/o fantasie differenti.


Non mi dilungo anche perchè non sono una quilter DOC, il mio è sempre stato un approccio "un pò così" (leggi: "cool") diciamocelo pure!


Vi dirò anche che non ho mai, almeno fino ad oggi, acquistato confezioni di Jelly Roll, eccetto quelle belle confezioni di TIMELESS TREASURES (che non sono veri Jelly Roll) con le quali ho lavorato al mio progetto diversi mesi fà.
Ma le acquistai non tanto perchè vi fossero strisce già tagliate (che poi ridussi ulteriormente in quadratini), ma per la bellezza dei loro colori e perchè si trattava di Batik, una mia piccola passione.



E cos'è la Fontange?
L'Enciclopedia Illustrata del Costume riporta:
"Acconciatura di lino inamidato e piegato a canna d'organo".

Nacque nel periodo Barocco.
La Signora Marie Angélique de Scorailles de Roussille, duchesse de Fontanges un giorno era andata a fare una cavalcata e pare che le si fossero impigliati i capelli tra i rami di un albero, questo le disfece la sua bella acconciatura ed a quel tempo non si girava certo con i capelli liberamente sciolti, se non quando ci si andava a coricare, perciò la signora ebbe un lampo di genio:
si tolse la preziosa giarrettiera e l'annodò tra i capelli a mò di acconciatura.
Ecco che ne venne fuori una gran bella cosa davvero!! Tanto che negli anni a seguire nacque proprio l'acconciatura a la Fontange, la quale ebbe poi numerose versioni anche molto elaborate e non cessò mai di ispirare i parrucchieri di quell'epoca.

Forse, la signora Fontanges aveva una vena creativa che se fosse vissuta adesso sarebbe una tipa molto creativa. Ne sono convinta.


- "Credi che il Jelly Roll abbia una storia meno curiosa di questa?" mi sono detta.

- "Beh, sai bene che non lo so!... ma non posso fare a meno di chiedermi come e a chi è venuta la dolce idea.
 Perciò immagino che un giorno una brava quilter, mentre trapuntava il suo bellissimo quilt, sentì un profumino di torta arrivarle sotto al naso.
Ma le scocciava parecchio interrompere il suo lavoro, come a tutte le quilter che si rispettino, ed allo stesso tempo aveva una tale voglia di fare una merenda fragrante che le spezzasse quel lavoro così alienante che...
la signora (che noi chiameremo Jelly), presa dalla smania di un dolce cominciò ad arrotolare su sé stesse le strisce già tagliate per un suo prossimo lavoro...

Stenterete a crederci ma a quel punto il profumo di torta che lei sentiva inondò anche quel rotolo di stoffine!
Ecco perchè al giorno d'oggi... non si sa come, i Jelly Roll hanno sempre un gran profumo di torta e sceglierli è come andare per pasticcerie."

I Jelly Roll si possono preparare anche in casa, ovviamente, e... a dire il vero, prepararli a volte lo si fà non tanto per la necessità immediata di utilizzarle, ma per il puro piacere di tagliare le stoffine in strisce. Perchè si sà: chi taglia le stoffine in striscioline non sbaglia mai. Ma è arrotolarle alla fine del taglio che dà alla quilter quel piacere sublime.








http://www.baroque.it/barocco-moda/moda-barocca.php?link=68



Ad ogni modo, il mio Jelly Roll l'ho ottenuto arrotolando delle strisce di velluto liscio in tinta unita.

Ho cominciato a lavorare a questo cappello dopo aver fatto la spesa al market dei detersivi (sì, signora Fontanges. Non l'avrebbe mai detto, vero?): non ci sono volute giarrettiere per crearlo, ma piuttosto  una mezza sfera di quelle che si utilizzano per lavare i reggiseni in lavatrice senza farli rovinare.

E sì che diverso tempo fà mi rifiutai categoricamente di acquistarne uno quando un'amica me ne illustrò i  pregi.

Si nota anche la presenza di una particolare spugna da bagno variopinta e che è stata di grande aiuto per tenere insieme le varie parti dell'acconciatura.
Dal momento in cui ho trovato questa soluzione, il mio punto di vista è cambiato, il market di detersivi mi è apparso in tutto il suo splendore: c'erano una miriade di oggetti strani... uno su tutti rappresenta l'emblema di questa mia avventura:
il coprivivande in pizzo, che si apre come un ombrellino di corte!

E che dire delle spugnine blu e di quelle verdi metallizzate che sembrano rose del giardino della via lattea?



P.S. Ho altre idee... che ci sarebbe da mettersi le mani ai capelli!

Prometto, faccio la brava ma... tutti quei 45 giri, ancora lì...

Un altro cappello, dite?!?!...  ma no!!!


Aggiornamento del 28 Dicembre 2011
dimenticavo una cosa che mi preme far notare: questo è un oggetto riciclato!


Ho inserito questo post nella categoria riciclare perchè in effetti ho riciclato qualcuno dei materiali utilizzati per creare l'oggetto in questione, ma di certo i materiali che ho riciclato non sono quelli acquistati al market di cui vi ho parlato. 
Ho riciclato un abito. Con la parte inferiore, una doppia balza arricciata, ho creato l'elemento superiore dell'acconciatura: inserendo un pezzo di cartone tra i due strati di stoffa per sostenerli.
Una delle due maniche, corte e a palloncino del vestito ha trovato la sua collocazione nella parte posteriore, per coprire la mezza sfera che ingloba un'estremità del jelly roll.
Infine, i tessuti utilizzati provengono da un campionario di un negozio d'arredamento.

Cosa significa il termine riciclare?